Sequerciani e i Magnifici 5 della Maremma

Sequerciani e i Magnifici 5 della Maremma

I Magnifici 5 della Maremma

Da Gavorrano tra colline e brezza marina, Sequerciani produce vino naturale baciato dal sole e dal vento, su un terreno argilloso a duecento metri sul mare. Ci sorprende il Vermentino in anfora di terracotta, brutale e fresco al tempo stesso. Fresca acidità che si sorregge con un’aggiunta di Ansonica. Ma è con gli autoctoni rossi che i toscani danno il meglio di sè. Pugnitello, Foglia Tonda e Libello (80% Sangiovese/20% Ciliegiolo). Sui primi due andiamo sulla riscoperta di varietà a lungo trascurate e che solo di recente ritrovano nuova espressione in Maremma. Strade incerte ma affascinanti, come il territorio che li restituisce. Col Libello siamo nei dintorni di un Morellino fatto bene. Chiude il cerchio lo stupendo Verment’Oro, quest’ultimo figlio di una macerazione prolungata verso l’orange.

Pugnitello
Il vitigno nella zona collinare a sud della Toscana è stato a lungo tempo dimenticato. Solo da poco lo si è riscoperto in Maremma. Il nome Pugnitello si riferisce all’uva che ricorda – per la sua forma compatta – un piccolo pugno. Il Pugnitello matura tardi, la sua produzione è piuttosto modesta. Il contenuto equilibrato di zucchero e acidi conferiscono al vino una capacità di invecchiamento medio-lunga. La buccia rende l’uva resistente alle malattie. Il Pugnitello ben si addice, allora, alla coltivazione biodinamica senza disinfestazione.

Foglia Tonda
Del Foglia Tonda si parla per la prima volta nel 1887, in un saggio del conte Giuseppe di Rovasenda. Il nome di questo antico vitigno autoctono deriva dalla forma circolare della foglia. L’uva somiglia al Sangiovese, anche se matura un po’ più tardi. Il Foglia Tonda cresce in quantità elevate, motivo per cui, a luglio, lo decimiamo tramite un procedimento di selezione, lasciando maturare solo l’uva migliore. Ne consegue un contenuto di zucchero e acidi equilibrato che favorisce la conservazione del vino.

Libello
Ricavato dal blend di due vitigni tipici toscani: il Sangiovese (80%) e il Ciliegiolo (20%). Il Sangiovese ha origini molto antiche, probabilmente etrusche. Il suo carattere forte è tipico dei vini rossi toscani. Anche il Ciliegiolo è un vitigno molto diffuso nella Toscana centro-meridionale. Pur essendo in grado di dare ottimi vini, ha la sua massima espressione come sostegno al Sangiovese, apportando gradazione alcolica, morbidezza ed un fresco aroma di ciliegia. Il vino, dall‘intenso colore rosso, evidenzia un intenso bouquet di violetta, ciliegia e piccoli frutti rossi. Il tannino è poderoso benché di consistenza setosa; buona l‘acidità che conferisce freschezza e buona longevità.

Vermentino 

La provenienza del Vermentino brancola nel buio. Un’ipotesi narra che venga dalla Spagna e che dopo si sia esteso lungo la costa mediterranea, fino alla Corsica e la Sardegna. Altri ritengono sia l’Italia il suo paese di origine. Il Vermentino è un vitigno che matura tardi. In particolare, beneficia della conservazione in anfore di terracotta e, quindi, della microssigenazione. Ne traggono vantaggio il bouquet, l’aroma e le note di sapore. Di regola, il vino ha un colore giallo oro, il bouquet è fresco, intenso e fruttato. È solitamente secco, dal sapore caldo e aromatico. Noi miglioriamo le sue qualità, facendone invecchiare una piccola parte in barrique.

Verment’Oro

Limited edition del Vermentino. Macerazione prolungata, il Vermentino giallo paglierino vira verso l’orange e regala maggiore tannino. Da provare.

 

Per approfondire:

Azienda Sequerciani
www.sequerciani.it